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...endecasillabi, in movimento...

...ti ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia...

Scorza Giacomo

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Libertà 님이 남긴 글:
Hola chico,compagno di mente ti mando un beso e un abbraccio forte asssssssssssai!!!Le tue parole sono morbide e soffici come le nuvole...ci sono,ma non impediscono di far volare,anzi aprono ampi orizzonti mentali.D'altronde data la tua vastità interiorenon può non esserci tale effetto.Se poi non sono carpite,il problema non è e non sarà mai tuo.Remember!!!...a prestissimo,ciauuuuu.
4월 9일
brockmati님이 남긴 글:
Rapita..
Rapita dalle parole che, scritte, ti permettono di esprimerti come pochi sanno fare. Parole che non trovi, che ti mancano, che detesti; che lasciano un segno nel cuore di chi le legge. Parole che messe bianco su nero hanno un effetto che non si può paragonare a quelle dette a voce..
 
Ti voglio bene Jack.
3월 15일
Єяι¢α 님이 남긴 글:
ciao!!sono passata di qui per caso..
davvero un bel blog!!!
buone feste!!
un bacino
12월 29일
MagnaniMat​teo님이 남긴 글:
A bocca apertaCiao! Bel blog, se vuoi passa da me, ti aspetto!A bocca aperta
Clikka sul banner:

BUON ANNO!!!

[MaT]

12월 29일
santicciol​igiovanna님이 남긴 글:
sono veramente imbecille nella forma e nella sostanza, ma ti giuro che scrivi veramente bene e che mi fai commuovere fino alle lacrime.
jack sei veramente un talento, non saprei che altro dire. grazie per tutti i libri che mi hai prestato e per gli autori che mi hai fatto conoscere. grazie soprattutto per il mitico baricco...e grazie per avermi fatto conoscere stoccoloma, l'ho sognata mentre leggevo...un grande abbraccio...gio santi
12월 18일

Citacanzoni

(Roberto Vecchioni) Sogna, ragazzo sogna, quando lei si volta, quando lei non torna, quando il solo passo che fermava il cuore non lo senti più. Sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni, passerrà l'amore, passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu ... Sogna, ragazzo sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria, tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più. Sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu. LE PASSANTI (F. De André) Io dedico questa canzone ad ogni donna pensata come amore in un attimo di libertà a quella conosciuta appena non c'era tempo e valeva la pena di perderci un secolo in più. A quella quasi da immaginare tanto di fretta l'hai vista passare dal balcone a un segreto più in là e ti piace ricordarne il sorriso che non ti ha fatto e che tu le hai deciso in un vuoto di felicità. Alla compagna di viaggio i suoi occhi il più bel paesaggio fan sembrare più corto il cammino e magari sei l'unico a capirla e la fai scendere senza seguirla senza averle sfiorato la mano. A quelle che sono già prese e che vivendo delle ore deluse con un uomo ormai troppo cambiato ti hanno lasciato, inutile pazzia, vedere il fondo della malinconia di un avvenire disperato. Immagini care per qualche istante sarete presto una folla distante scavalcate da un ricordo più vicino per poco che la felicità ritorni è molto raro che ci si ricordi degli episodi del cammino. Ma se la vita smette di aiutarti è più difficile dimenticarti di quelle felicità intraviste dei baci che non si è osato dare delle occasioni lasciate ad aspettare degli occhi mai più rivisti. Allora nei momenti di solitudine quando il rimpianto diventa abitudine, una maniera di viversi insieme, si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere.

...Credo...

 

...killing the past...

 
8월 27일

L'anno dopo. 27 agosto. Duemilanove.

L'anno dei cambiamenti (?!). L'anno dei sogni che provano a mettere la seconda in una salita ripidissima e slanciarsi in cima al poggio, prima di scollinare (?!). L'anno della ricerca (quella non finisce mai) (?!). Sicuramente un anno. Uno esatto dall'ultimo post.
Signori per chi si fosse perso qualche puntata, la poesia in movimento che qui ho sudato e condiviso con chi l'ha saputa apprezzare, beh, insomma.. è diventata un LIBRO.
Il titolo non poteva essere che questo. ENDECASILLABI IN MOVIMENTO, Che altro?!
Proiettato nel vortice di parole che scritte sono diventate un libro - verbavolant, etc.. - i versi non sono di certo finiti, non si è consumata la fiamma che cicatrizza la mano di passione quando ho un foglio davanti.

E allora, perché non pubblicarne un'altra.
Vi lascio così. Alla prossima.

I SILENZI SARANNO SOLO IL SUONO
DI COMPIUTO STUPORE
(NIENTE PIU' DEL NON DIRE
ADDIO) PER LA VOCE CHE S'IMPAUSA
E AFFRONTA LIBERA IL MUTAR PERCORSO:
DA UN TUTTO PER TUTTO A UN TUTTO PER BENE
CON L'ANIMA CHE VOLA PINDARICA
SULLA STORIA.
LE CRESTE DELL'ERTA SFOCATE PIU' IN LA'
D'OGNI VISUALE ORDINARIA
E UN SEGNO DI MARE, SIBILO
E SUDORE DELLA TERRA,
A SCIAMARE UNA DIATRIBA
FRA L'IDEA E LA STRADA.
E QUANDO DI NOI SORRIDERA' IL MONDO
NEL TEMPO PROSSIMO
- SENZA SAPERLO - ALLA FAVOLA
DI UN VIAGGIO VAGABONDO
CHE S'E' CONTATO VENTIMILA E PIU' PASSI,
FISSA LA TRACCIA DEL SENSO RITROVATO
SULLA PELLE CHE S'ABBRUCIO' AL SOLE
DI FERRAGOSTO, SI TRATTERRA'...


G.


8월 27일

Robe così

"Bonaccia il mio pensiero/nella calura di luglio partito".  Iniziava così una roba che avevo in mente di scrivere nei primi giorni del mese scorso. Beh ma luglio è partito, giustamente, e mi ha chiamato a sè con una voce così dolce che diventava impossibile ascoltare e scrivere -  la tua voce come il coro delle sirene d'Ulisse m'incatena - per dire. Robe così.
Questa chiamata giunta alla sprovvista mi ha preso che avevo ancora una penna in mano e, benchè ci fosse bonaccia nel mio pensiero, stavo provando a scrivere.
E allora ho ascoltato. Ascoltato.
E a modo mio ho cercanto di rispondere.
Era il suono di un mare diverso, era il colore, erano le forme di stelle diverse dalle solite. Una stagione diversa. Un calore diverso. Un viaggiare perenne come ad inseguire la notte, ovvero scappare da questa, traversando la linea d'ombra che vedi solo con il naso appiccicato ad un finestrino a Dio-solo-sa quanti chilometri di altezza, e ad una velocità inaudita.
Per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità
.
Una roba del genere. Un'istante continuo, dal mio punto di vista.
La sola risposta che io sia stato in grado di dare, erano due occhi aperti e sognanti, mai stanchi, una voce rotta da vocali di stupore, un'alzare lo sguardo che mi proiettasse nel mezzo di una verità. Cercare. guardare. imparare.
E trascinarmi verso il ritorno con una roba qui dentro, di quelle che magari non hanno nome (o lo hanno fin troppo definito, sei lettere). Di quelle robe lì che una volta che le hai non te le togli più di dosso, e te le porti in giro come profumi, come visioni, come suoni. Come sapore. Sale di un luogo lontano diecimila pensieri/sapore all'indecisione.

G.



7월 2일

TENTAZIONE

sydney

...E SE RIMANESSI Lì...???
 
G.
6월 4일

quelli che...

 

Quelli che... possono capire i post di maggio!!!

 

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5월 18일

AMEN

 
...
UN'ALTRO BUCO NELL'ACQUA
 
 
Subway-letteratura... all'anno prossimo..!!
("Ci vedremo davvero, io ricomincio da capo")
5월 12일

poi... (seconda parte)

.. poi accade qualcosa però.. a volte... di sentire che non tutto ciò che si è fatto è stato negativo.. perchè di botto, dopo una settimana d'inferno, ma un'inferno scelto e voluto, e quindi una sorta di Dolce inferno, di botto ti ritrovi su un palco, lo stesso tra l'altro, è lì cambia tutto.. e lì la pelle inizia a tremare, il cuore a pulsare, gli occhi a sognare.. sembra che 4 anni tra mezzi stenti, abnegazioni, merdate in faccia e poche soddisfazioni, ti abbiano portato lì sopra! E da lì.. nulla può essere come prima! Solo chi era lì sopra può Capirmi.. chi era sotto può solo intuire.. chi non c'era.. purtroppo, non può capire. Io C'ero, e per un caso fortuito, o per bravura, o per coggiutaggine, o per disegno Divino, ero lì sopra! Cazzo se c'ero! E nessuno mai mi potrà togliere quella roba che ho sentito.. io, per quella roba lì,  Ho vinto! e forse per una sera soltanto.. forse soltanto tra la mezzanotte e le due.. ma sarà fissata per sempre!
 
Grazie a Percy, a Pagey, a Jonesy, a Bonzo!
 
Ma soprattutto..
GRAZIE  NICK!!
GRAZIE  ALE!!
GRAZIE  NITIO!!
 
 
jACK
5월 9일

poi..

Poi torni a casa, e hai le orecchie spaccate da diecimila decibel tutta la sera.. la sera che "poi tanto è lo stesso": ci sbattiamo, culo come una casa, stanchi morti.. alle 2 in un merda di buco che odora di piscio, con porte sradicate e finestre divelte a trascinare i nostri risparmi, i nostri investimenti che solo Dio sa se saranno serviti a qualcosa.. perchè tanto poi tutto è uguale: suonare, provare, saletta, locali.. c'è più Umanità nel mio coniglio quando si pulisce il muso con le zampe che in quei locali affolati e silenziosi, riempiti di persone sole.. perchè poi tanto è lo stesso.. ma la peggior cosa sta nel fatto che con le orecchie spaccate da diecimila decibel, non si riesce neanche a pensare ad un verso di poesia...
4월 14일

Diego Cugia su Guccini

"Francesco Guccini no, toglietemelo dalle orecchie, con quella sua erre di burro così perfidamente simile alla mia, Guccini è tabù, cartellino rosso, fuori, fuori, pollice verso, in soffitta, lo amo tanto da detestarlo, se lo incontro lo sbudello con la mia leppa da sardo, questo emiliano rovente come le vacanze da ventenni, questo totem di una generazione che ha tradito, questo compagno di strade in salita, con la sua voce zampognara, il suo maledettissimo Che Guevara, la loro feroce tenerezza, il faccione d'amarcord e la chitarrina che viene giù facile come il sangiovese e certi manganelli per le strade di Genova. No, Guccini no, a morte, a morte. Se ne vada sul fiume con tutto quello che ho amato, con i libri di Pessoa e le tigri di Borges, i cent'anni di solitudine e i corpi di donna di Neruda, con lo stare insieme di un tempo, quelle notti in piazza che ogni stronzata eravamo certi che i nostri nipoti l'avrebbero studiata a memoria sui libri di scuola. No, non voglio sentirlo, non voglio vederlo, e se il suo Ritratti è finito in classifica, al rogo al rogo, come i colonnelli greci proibirono i Beatles e gli scrittori russi. No, il suo album sarà così intenso e così dolce che mi rifiuto drasticamente di soggiacere ai suoi perfidi influssi, cazzo vuoi da me Guccini, vade retro, vade retro, se a me in radio non fanno dire una parola e a te ti mandano in onda all'alba c'è qualcosa di marcio in entrambi, viva Schifani, d'ora in poi ascolto solo cantautori che inneggiano ai riporti, sì, in ogni faticoso capello di un riporto di Schifani c'è più luce che nel Paradiso di Dante. Che cosa? Hai scritto pure una canzone su Cristoforo Colombo? Fanculo, Francesco, perchè non sei compatibile con L'isola dei famosi, con il nuovo esotismo puzzone, e mi ricordi Siddharta, Kerouac e tutte le nostre menate, pellegrinaggi in Oriente con morte per overdose compresa nel prezzo, statti zitto fratello fottuto, sciò sciò, al macero come i Doors e i Genesis, i fiori del male e quelle ragazze del Settanta che adesso saranno tutte madri di elettori di Forza Italia o direttamente di microprocessori Pentium. Non ascolterò mai più una tua canzone, devi morire come canta la curva Nord, voglio vedermi in santa pace l'elezione di miss Padania al Tg1, Clemente Mimun mi fa lo stesso effetto dei Nomadi quando cantavano Dio è morto, una vibrazione moderna e irripetibile, io mi sto riciclando nel futuro, se incontro Maroni gli lecco le orecchie, e tu sei out come il femminismo e la Panda, ma chi ti conosce Guccini, al bando, al bando, come il mio passato, la mia memoria, i miei valori, e tutto quello in cui avevamo creduto. Che qualcuno mi smagnetizzi il suo cd! Sono tre giorni che nella mia autovettura non si sente altro! Metti che sulla bretella di Terracina c'è Giovanardi che fa l'autostop, io come la metto? Zittitelo e che si fotta, Guccini della malora, se me ne ascolto un'altra rischio di convincermi di essere vivo, è terribile, mio cugino c'è passato, e la sera non riusciva più a vedere il Costanzo Show. No, no, Guccini è una civiltà estinta, come gli etruschi e gli aztechi, di pi, non è mai esistito come Atlantide e chi racconta di aver ascoltato Ritratti è una specie di ufologo, e sta peggio di me, che non ho visto la madonna, ma ho il cd di Guccini che mi sta sanguinando nelle mani."
 
(Diego Cugia, "musica", Aprile 2004)
3월 27일

Un Motorino Chiamato CORAGGIO

Guardami bene
vecchio amico mio,
sono sempre quello
del motorino sfiancato,
affascinante quasi,
che verso occidente
si affanna a inseguire
un sole che non tramonti.
Riflette lo specchietto
cristallizzato di polvere,
la luce dietro, ad est, che sfuma
nella notte...
i rantoli del due tempi
sembran sussurrare piano:
"Scappiamo!"
e vedo il vento
impalpabile
ad occhio nudo
ritmare una strofa
di soffondo,
e poi su il sipario
su di una velocità inattesa
a fine galleria.
E' il Levante. Che sospinge
il parabrezza
come prora di barca a vela
e in un lieve impeto
di pura libertà,
arranca e tossisce
il motorino
e continua a consegnarmi
il buio alle spalle,
senz'altro più lontano.
 
HPIM1369
 
jACK!!
3월 12일

E allora scrivo!

La mia forma più alta di masochismo consiste nello scrivere quando maggiore mi coglie la negatività. (E allora sì, si spiegano i miei tanti - troppi - fogli volanti scarabocchiati sdrabordanti di parole moribonde). La felicità è troppo più bella da vivere per avere anche il tempo di scriverla. E allora scrivo.
Scrivo citazioni quando la mia iniziativa di novità viene meno. Quando al mio pensiero girano i coglioni che non ne vuol sapere di inventare.
Scrivo non perchè è bello. Non perchè mi fa bene. Ma scrivo perchè mi fa ancora più male. Perchè rileggendo la mia disperazione, è possibile che mi arrivi forte uno schiaffo dalla ragione, che mi faccia risalire e mandare a fanculo tutto e ricominciare. E tuttavia ricomincio, perdio, ricomincio.
Ricominicio perchè c'è qualcosa più in là, c'è qualcosa fuori che mi convince a provare a ricominciare.
Ma come ci si sente quando si capisce che non si hanno più possibilità? Forse si sente di non avere più possibilità in quel momento. Ma quel momento è eterno, non passa mai e sembra l'ultimo.
E allora scrivo.
Perchè le parole non bastano. Perchè non mi bastano. Perchè non riesco a convincermi da solo.
Ho iniziato a scrivere perchè mi sono perso per strada. A 17 anni. Colpa mia la deviazione di strada. E mi sono sempre chiesto come cambiare ancora strada. E ancora. Ancora. Ma erano strade circolari. Cazzo.
Scrivo per vedere lo spiraglio in fondo al tunnel.
Scrivo per vedere uno spiraglio.
Scrivo per vedere.
Scrivo.