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8월 27일 L'anno dopo. 27 agosto. Duemilanove. L'anno dei cambiamenti (?!). L'anno dei sogni che provano a mettere la seconda in una salita ripidissima e slanciarsi in cima al poggio, prima di scollinare (?!). L'anno della ricerca (quella non finisce mai) (?!). Sicuramente un anno. Uno esatto dall'ultimo post. Signori per chi si fosse perso qualche puntata, la poesia in movimento che qui ho sudato e condiviso con chi l'ha saputa apprezzare, beh, insomma.. è diventata un LIBRO. Il titolo non poteva essere che questo. ENDECASILLABI IN MOVIMENTO, Che altro?! Proiettato nel vortice di parole che scritte sono diventate un libro - verbavolant, etc.. - i versi non sono di certo finiti, non si è consumata la fiamma che cicatrizza la mano di passione quando ho un foglio davanti. E allora, perché non pubblicarne un'altra. Vi lascio così. Alla prossima. I SILENZI SARANNO SOLO IL SUONO DI COMPIUTO STUPORE (NIENTE PIU' DEL NON DIRE ADDIO) PER LA VOCE CHE S'IMPAUSA E AFFRONTA LIBERA IL MUTAR PERCORSO: DA UN TUTTO PER TUTTO A UN TUTTO PER BENE CON L'ANIMA CHE VOLA PINDARICA SULLA STORIA. LE CRESTE DELL'ERTA SFOCATE PIU' IN LA' D'OGNI VISUALE ORDINARIA E UN SEGNO DI MARE, SIBILO E SUDORE DELLA TERRA, A SCIAMARE UNA DIATRIBA FRA L'IDEA E LA STRADA. E QUANDO DI NOI SORRIDERA' IL MONDO NEL TEMPO PROSSIMO - SENZA SAPERLO - ALLA FAVOLA DI UN VIAGGIO VAGABONDO CHE S'E' CONTATO VENTIMILA E PIU' PASSI, FISSA LA TRACCIA DEL SENSO RITROVATO SULLA PELLE CHE S'ABBRUCIO' AL SOLE DI FERRAGOSTO, SI TRATTERRA'... G. 8월 27일 Robe così"Bonaccia il mio pensiero/nella calura di luglio partito". Iniziava così una roba che avevo in mente di scrivere nei primi giorni del mese scorso. Beh ma luglio è partito, giustamente, e mi ha chiamato a sè con una voce così dolce che diventava impossibile ascoltare e scrivere - la tua voce come il coro delle sirene d'Ulisse m'incatena - per dire. Robe così. Questa chiamata giunta alla sprovvista mi ha preso che avevo ancora una penna in mano e, benchè ci fosse bonaccia nel mio pensiero, stavo provando a scrivere. E allora ho ascoltato. Ascoltato. E a modo mio ho cercanto di rispondere. Era il suono di un mare diverso, era il colore, erano le forme di stelle diverse dalle solite. Una stagione diversa. Un calore diverso. Un viaggiare perenne come ad inseguire la notte, ovvero scappare da questa, traversando la linea d'ombra che vedi solo con il naso appiccicato ad un finestrino a Dio-solo-sa quanti chilometri di altezza, e ad una velocità inaudita. Per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità. Una roba del genere. Un'istante continuo, dal mio punto di vista. La sola risposta che io sia stato in grado di dare, erano due occhi aperti e sognanti, mai stanchi, una voce rotta da vocali di stupore, un'alzare lo sguardo che mi proiettasse nel mezzo di una verità. Cercare. guardare. imparare. E trascinarmi verso il ritorno con una roba qui dentro, di quelle che magari non hanno nome (o lo hanno fin troppo definito, sei lettere). Di quelle robe lì che una volta che le hai non te le togli più di dosso, e te le porti in giro come profumi, come visioni, come suoni. Come sapore. Sale di un luogo lontano diecimila pensieri/sapore all'indecisione. G. 5월 18일 AMEN...
UN'ALTRO BUCO NELL'ACQUA
Subway-letteratura... all'anno prossimo..!!
("Ci vedremo davvero, io ricomincio da capo") 5월 12일 poi... (seconda parte).. poi accade qualcosa però.. a volte... di sentire che non tutto ciò che si è fatto è stato negativo.. perchè di botto, dopo una settimana d'inferno, ma un'inferno scelto e voluto, e quindi una sorta di Dolce inferno, di botto ti ritrovi su un palco, lo stesso tra l'altro, è lì cambia tutto.. e lì la pelle inizia a tremare, il cuore a pulsare, gli occhi a sognare.. sembra che 4 anni tra mezzi stenti, abnegazioni, merdate in faccia e poche soddisfazioni, ti abbiano portato lì sopra! E da lì.. nulla può essere come prima! Solo chi era lì sopra può Capirmi.. chi era sotto può solo intuire.. chi non c'era.. purtroppo, non può capire. Io C'ero, e per un caso fortuito, o per bravura, o per coggiutaggine, o per disegno Divino, ero lì sopra! Cazzo se c'ero! E nessuno mai mi potrà togliere quella roba che ho sentito.. io, per quella roba lì, Ho vinto! e forse per una sera soltanto.. forse soltanto tra la mezzanotte e le due.. ma sarà fissata per sempre!
Grazie a Percy, a Pagey, a Jonesy, a Bonzo!
Ma soprattutto..
GRAZIE NICK!!
GRAZIE ALE!!
GRAZIE NITIO!!
jACK 5월 9일 poi..Poi torni a casa, e hai le orecchie spaccate da diecimila decibel tutta la sera.. la sera che "poi tanto è lo stesso": ci sbattiamo, culo come una casa, stanchi morti.. alle 2 in un merda di buco che odora di piscio, con porte sradicate e finestre divelte a trascinare i nostri risparmi, i nostri investimenti che solo Dio sa se saranno serviti a qualcosa.. perchè tanto poi tutto è uguale: suonare, provare, saletta, locali.. c'è più Umanità nel mio coniglio quando si pulisce il muso con le zampe che in quei locali affolati e silenziosi, riempiti di persone sole.. perchè poi tanto è lo stesso.. ma la peggior cosa sta nel fatto che con le orecchie spaccate da diecimila decibel, non si riesce neanche a pensare ad un verso di poesia... 4월 14일 Diego Cugia su Guccini"Francesco Guccini no, toglietemelo dalle orecchie, con quella sua erre di burro così perfidamente simile alla mia, Guccini è tabù, cartellino rosso, fuori, fuori, pollice verso, in soffitta, lo amo tanto da detestarlo, se lo incontro lo sbudello con la mia leppa da sardo, questo emiliano rovente come le vacanze da ventenni, questo totem di una generazione che ha tradito, questo compagno di strade in salita, con la sua voce zampognara, il suo maledettissimo Che Guevara, la loro feroce tenerezza, il faccione d'amarcord e la chitarrina che viene giù facile come il sangiovese e certi manganelli per le strade di Genova. No, Guccini no, a morte, a morte. Se ne vada sul fiume con tutto quello che ho amato, con i libri di Pessoa e le tigri di Borges, i cent'anni di solitudine e i corpi di donna di Neruda, con lo stare insieme di un tempo, quelle notti in piazza che ogni stronzata eravamo certi che i nostri nipoti l'avrebbero studiata a memoria sui libri di scuola. No, non voglio sentirlo, non voglio vederlo, e se il suo Ritratti è finito in classifica, al rogo al rogo, come i colonnelli greci proibirono i Beatles e gli scrittori russi. No, il suo album sarà così intenso e così dolce che mi rifiuto drasticamente di soggiacere ai suoi perfidi influssi, cazzo vuoi da me Guccini, vade retro, vade retro, se a me in radio non fanno dire una parola e a te ti mandano in onda all'alba c'è qualcosa di marcio in entrambi, viva Schifani, d'ora in poi ascolto solo cantautori che inneggiano ai riporti, sì, in ogni faticoso capello di un riporto di Schifani c'è più luce che nel Paradiso di Dante. Che cosa? Hai scritto pure una canzone su Cristoforo Colombo? Fanculo, Francesco, perchè non sei compatibile con L'isola dei famosi, con il nuovo esotismo puzzone, e mi ricordi Siddharta, Kerouac e tutte le nostre menate, pellegrinaggi in Oriente con morte per overdose compresa nel prezzo, statti zitto fratello fottuto, sciò sciò, al macero come i Doors e i Genesis, i fiori del male e quelle ragazze del Settanta che adesso saranno tutte madri di elettori di Forza Italia o direttamente di microprocessori Pentium. Non ascolterò mai più una tua canzone, devi morire come canta la curva Nord, voglio vedermi in santa pace l'elezione di miss Padania al Tg1, Clemente Mimun mi fa lo stesso effetto dei Nomadi quando cantavano Dio è morto, una vibrazione moderna e irripetibile, io mi sto riciclando nel futuro, se incontro Maroni gli lecco le orecchie, e tu sei out come il femminismo e la Panda, ma chi ti conosce Guccini, al bando, al bando, come il mio passato, la mia memoria, i miei valori, e tutto quello in cui avevamo creduto. Che qualcuno mi smagnetizzi il suo cd! Sono tre giorni che nella mia autovettura non si sente altro! Metti che sulla bretella di Terracina c'è Giovanardi che fa l'autostop, io come la metto? Zittitelo e che si fotta, Guccini della malora, se me ne ascolto un'altra rischio di convincermi di essere vivo, è terribile, mio cugino c'è passato, e la sera non riusciva più a vedere il Costanzo Show. No, no, Guccini è una civiltà estinta, come gli etruschi e gli aztechi, di pi, non è mai esistito come Atlantide e chi racconta di aver ascoltato Ritratti è una specie di ufologo, e sta peggio di me, che non ho visto la madonna, ma ho il cd di Guccini che mi sta sanguinando nelle mani."
(Diego Cugia, "musica", Aprile 2004) 3월 27일 Un Motorino Chiamato CORAGGIOGuardami bene
vecchio amico mio,
sono sempre quello
del motorino sfiancato,
affascinante quasi,
che verso occidente
si affanna a inseguire
un sole che non tramonti.
Riflette lo specchietto
cristallizzato di polvere,
la luce dietro, ad est, che sfuma
nella notte...
i rantoli del due tempi
sembran sussurrare piano:
"Scappiamo!"
e vedo il vento
impalpabile
ad occhio nudo
ritmare una strofa
di soffondo,
e poi su il sipario
su di una velocità inattesa
a fine galleria.
E' il Levante. Che sospinge
il parabrezza
come prora di barca a vela
e in un lieve impeto
di pura libertà,
arranca e tossisce
il motorino
e continua a consegnarmi
il buio alle spalle,
senz'altro più lontano.
jACK!! 3월 12일 E allora scrivo!La mia forma più alta di masochismo consiste nello scrivere quando maggiore mi coglie la negatività. (E allora sì, si spiegano i miei tanti - troppi - fogli volanti scarabocchiati sdrabordanti di parole moribonde). La felicità è troppo più bella da vivere per avere anche il tempo di scriverla. E allora scrivo.
Scrivo citazioni quando la mia iniziativa di novità viene meno. Quando al mio pensiero girano i coglioni che non ne vuol sapere di inventare.
Scrivo non perchè è bello. Non perchè mi fa bene. Ma scrivo perchè mi fa ancora più male. Perchè rileggendo la mia disperazione, è possibile che mi arrivi forte uno schiaffo dalla ragione, che mi faccia risalire e mandare a fanculo tutto e ricominciare. E tuttavia ricomincio, perdio, ricomincio.
Ricominicio perchè c'è qualcosa più in là, c'è qualcosa fuori che mi convince a provare a ricominciare.
Ma come ci si sente quando si capisce che non si hanno più possibilità? Forse si sente di non avere più possibilità in quel momento. Ma quel momento è eterno, non passa mai e sembra l'ultimo.
E allora scrivo.
Perchè le parole non bastano. Perchè non mi bastano. Perchè non riesco a convincermi da solo.
Ho iniziato a scrivere perchè mi sono perso per strada. A 17 anni. Colpa mia la deviazione di strada. E mi sono sempre chiesto come cambiare ancora strada. E ancora. Ancora. Ma erano strade circolari. Cazzo.
Scrivo per vedere lo spiraglio in fondo al tunnel.
Scrivo per vedere uno spiraglio.
Scrivo per vedere.
Scrivo. 3월 3일 ... e quasi per sempre in dirittura d'arrivo...PSICHE DELIRIO
Non mi conquisto con il finto vivere
al pari di nuda sequoia frondosa
di orecchio che non canta
di voce che non ascolta
l'ebanista sotto casa mia fischiettare
e il liutaio che non fabbrica liuti
ma con mano ferma costruisce un'orchestra.
Presentare l'arma del Divino
mitragliatrice a duecentottanta colpi
per pregare di essere perdonati.
Una rivelazione avere idee di seconda mano
scardinarsi con le plurali menzogne
come il liutaio chiamato solo artigiano
o il poeta chiamato ingenuo
il filosofo sfaccendato
il diciottenne innamorato.
I capelli lunghi da rivoluzione
del musicista alcolizzato
l'LSD a tiratura illimitata
il profumo degli anni settanta,
vivere sul manico di una chitarra. Oggi.
costruirsi una batteria. Oggi
che di quegli anni esistono pallidi sogni
non c'ero ma vorrei ritornarci.
E quasi per sempre in dirittura d'arrivo
snocciolo pensieri psichedelici.
jACK!! 2월 21일 La gente di cuore(esiste davvero)
La gente di cuore si muove nel mondo, segnata da un solco gentile e profondo. Non vuole apparire agli sguardi; è tardi per farla parlare. La gente di cuore è tra noi. La gente di cuore con l'alba già in piedi, la senti passare, ma spesso non vedi che dentro a quel freddo mattino c'è tanto cammino da fare. La gente di cuore è con noi. Oh oh na na na, oh oh na na e E' la gente di cuore che scalda la vita nel freddo che c'è. La gente di cuore nascosta in città, non chiede clamore nè pubblicità. Sorride vicino al dolore,
ma un nuovo calore fa entrare. La gente di cuore è con noi. Oh oh na na na, oh oh na na e E' la gente di cuore che scalda la vita nel freddo che c'è. La gente di cuore dà il meglio di sè, non chiede mai niente, non chiede perchè. Ma tutto si illumina e prende colore se c'è ancora gente, la gente di cuore. E c'è ancora luce che accende il buio che è dentro di noi. Oh oh na na na, oh oh na na e E' la gente di cuore che scalda la vita nel freddo che c'è. La gente di cuore è nel mondo e lascia quel segno profondo, ma tutto si illumina e trovi il colore dipinto da tutta la gente di cuore. La gente di cuore si accende, la gente di cuore è con noi. Oh oh na na na, oh oh na na e E' la gente di cuore che scalda la vita nel freddo che c'è. (E. Ruggeri)
2월 3일 PFMStorie da marciapiede Quartiere otto in riva alla città Litigarsi il cielo a pezzi Non è più un giocco per la mia età Un pò di rabbia in bocca Attento al primo treno che partirà Tra quelli della strada La prima musica dentro picchiava già Fumo le mie giornate A chi interessa se mi butto via In fondo a una cantina Mi sento meglio che a casa mia E parlo con le mani Una chitarra brucia amore più di un falò Suonando sui bidoni Con quattro amici faccio il primo show E notti da ribelle son passate tra le mie dita Me le ricordo tutte e si giocava a far la vita E quante cose da scoprire accarezzandola sulla pelle Lei mi parlava ma lo ero via a caccia tra le stelle... Mille locali Ogni cittá diventa un pò la mia Come sono lontano Da quel buco di periferia Luci, si va in scena Ora brilla la mia stella più di un falò Si accendono i cerini Stanotte siamo in tanti a fare questo show Stagioni da ribelle son passate tra le mie dita Ce le ho segnate in faccia io ma la voglia non è finita Un letto diverso tutte le sere questo è il mio mestiere Ho una chitarra che mi ama e un basso come amico... Storie da marciapiede Quartiere otto tu non cambierai È un pò che non ci si vede Non ero il primo a scuola e tu lo sai Ma il treno della vita Almeno una volta si fermerà Per quelli della strada Qualcuno una canzone scriverà Scriverà. 1월 21일 STARLESS (le stelle siamo Noi)
(Dedicato a Nick, Nicola, Ale, Erika e Debora) - Parte Prima - Quando torni da un viaggio con una canzone in testa e nelle orecchie, allora significa che è stato un buon viaggio. E non mi riferisco a quei viaggi lunghi lunghi per dimenticare o lontano lontano tanto per scappare. Ma basta un’auto, bastano anche due ore di tragitto, basta una città e un concerto da affrontare.. basta solo una manciata di compagni con i quali parlare della vita e raccontarsela mentre la si gode. E la canzone che hai in testa e nelle orecchie inizia piano, lenta, e semplice come un suono che hai dentro da tempo, ma ancora infantile e vergognoso ad uscire, quasi. E il ritmo inizia tanto semplice quanto i primi chilometri di strada, che sai di averli percorsi, ma li hai lasciati scorrere, come per magia: da soli. E i primi discorsi importanti con i compagni di viaggio arrivano quando sai, quando te l’aspetti, come sai che il pezzo che hai in mente inizierà a cantare, lo sai perfettamente, e inizia con una voce calda, profonda, ma non troppo. Continua, continua il pezzo.. come il viaggio, come la strada, come i chilometri: ritorna la voce, persiste il ritmo.. e il primo arresto, il primo cambio sostanziale sembra la prima sosta, la prima sospensione dalla strada che va. E lì inizia a cambiare tutto: hai in mente il ritmo, le parole e i discorsi di prima, ma ora diventano un bagaglio per continuare: cambia il tempo: va giù il sole, inizia a tramontare e piano piano ti avvicini alla meta. Comincia a salire un po’ di tensione positiva, ma è un lento crescendo di emozioni, in verità, che somiglia tanto al crescendo dell’assolo di questa chitarra impazzita e psichedelica: un paio di note che filano dritte sul filo di un rasoio affilatissimo, e sembrano continuare per sempre, e ti chiedi, ansioso, che cosa succederà adesso, e adesso, e adesso.. perché ti rendi conto che qualcosa sta per succedere, lo sai.. E infatti scatta il momento in cui vai in scena, strumenti montati, amplificatori accesi e bacchette che scandiscono il tempo: e i compagni di viaggio si trasformano ancora (e non solo per il cambio d’abito!) e si diventa tutti un unico muro del suono, perfetto: un suono che entra dentro, sia a chi suona, sia a quelli che ascoltano – pochi in verità: e qui la canzone inizia a prendere una piega di rabbia e di sogno da portare a termine: le note sul filo del rasoio continuano, ma si aggiungono nuovi suoni, che ti proiettano in una nuova dimensione.. qualcosa è successo e lo hai visto.. ma, miseria! Mi sa che succederà qualcos’altro.. e infatti: arrivano e ti dicono di suonare l’ultimo pezzo, prima del previsto. E allora lo suoni con tutta la rabbia che hai, e rimani sospeso tra il piacere di suonarlo e il fastidio per chi non rispetta il tuo impegno.. e allora aspetti di esplodere dopo contro tutti quelli che non capiscono. Qua il pezzo che hai in mente esplode, proprio come te: e da lento e semplice quale era, da tiepida ballata, diventa ruvido, spigoloso, ma autentico come la rabbia che hai dentro ma che non riesci a sfogare suonando, perché ti hanno tagliato il volume. - Parte Seconda - La canzone che hai in testa funziona da sottofondo per tutto il viaggio: perchè ogni singolo passaggio, dal testo alla musica, dall'assolo al delirio finale, è il racconto di due giorni condensato in 12 minuti. E come in un film - quasi - lasci accadere un evento e subito pensi a che cosa succederà dopo, e continuamente hai in testa la chitarrina impazzita di prima che annoda note una sull'altra, però sempre le stesse due, intrecciate, velocissime... psichedeliche! Con lo scazzo per quell'idiota del bar, te ne vai, e cominci a vagare in mezzo alla nebbia più totale, del genere non vedo con chi cazzo sto parlando! e ti guida un personaggio nuovo che ti trascina nella nebbia per la durata della sera. (E' il sax: che trascina il pezzo in un tripudio di melodie progressive, e attacca a suonare quando, in effetti, proprio non te l'aspetti, a cavallo tra la chitarrina e i tamburi sospesi e abilmente impazziti.) Come nel pezzo, la situazione cambia con l'intervento di un nuovo strumento, di un nuovo personaggio sulla scena. Finalmente la serata prende una piega abbastanza definita, sai dove andare, come arrivarci e con chi, e chi ti accompagnerà: vieni traghettato in un percorso più o meno definito, da ridefinire con le tue idee e le tue sensazioni: esattamente come il ritmo e la melodia che si snocciolano dalle emozioni di chi suona in un vortice di novità a cavallo con la tradizione: Rock Progressivo. La quadratura molto rock classica della parte finale del brano, ti risuona nella testa e somiglia alle ore passate ascoltando musica fina al mattino alle 6, a parlare di poesia e di filosofia, e intrecciare le tre cose insieme; la quadratura netta di restare a ridere per una sciocchezza, ma che tanto stupida non è se ti fa ridere; la quadratura perfetta di continuare a parlare e a ridere nonostante il sonno e il buio fuori dalla finestra, nonostante le 6 e mezza del mattino; la quadratura perfetta di svegliarsi dopo poche ore di sonno e ritrovarsi a ridere sempre come degli idioti.. anzi: come amici! (Qua mi fermo. Perchè alcune cose le tengo per me. Ho raccontato quello che mi stava a cuore. Non si può raccontare tutto, perchè alcune cose si è troppo impegnati a viverle e a riviverle per rovinarle raccontandole!) jACK!! 1월 1일 ... così ..."...suonavamo perchè l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perchè la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perchè se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il ragtime, perchè è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede..."
(A. Baricco) 12월 30일 a Stefano, a Cate (OSTE E OSTESSA)Chiude. non c'è molto da dire. però c'è molto da ricordare. su quelle panche e quel palco abbiamo abbozzato storie di sogni. non scritti. non pensati. SUONATI...
non c'è molto da dire..
e infatti scrivo...
MEMORIE DALLA PANTEKA
chiude chi ci ha cresciuti
e tristi in fondo, chiudiamo un po' anche noi:
perchè chi ti da voce è sempre un padre
e madre chi t'ascolta.
vomitammo qui dentro
rancori e passioni sotto forma
di suoni grezzi, come la tequila
in coppia con il sale.
dal bancone, urlando
c'era chi t'incoraggiava un bis.
e dal palco di risposta chi chiedeva
ancora un'altra birra.
e forse c'è qualcuno
che s'è divertito ascoltando suoni:
noi innanzitutto, dal palco battesimo
di storiche serate.
e nonostante tutto,
più che il suono esisteva l'amicizia:
perchè chi ti da voce è sempre un amico
e amico per sempre.
Grazie
(jACK!!) 12월 29일 il matto(Dietro Ogni Scemo C'è Un Villaggio)
Tu prova ad avere un mondo nel cuore/e non riesci ad esprimerlo con le parole/e la luce del giorno si divide la piazza/tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa/e neppure la notte ti lascia da solo: gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro E sì, anche tu andresti a cercare/le parole sicure per farti ascoltare/per stupire mezz'ora basta un libro di storia/io cercai di imparare la Treccani a memoria/e dopo maiale, Majakowsky, malfatto/continuarono gli altri fino a leggermi matto. E senza sapere a chi dovessi la vita/in un manicomio io l'ho restituita/qui sulla collina dormo malvolentieri/eppure c'è luce ormai nei miei pensieri/qui nella penombra ora invento parole/ma rimpiango una luce, la luce del sole. Le mie ossa regalano ancora alla vita/le regalano ancora erba fiorita/Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina/di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina/di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia "Una morte pietosa lo strappò alla pazzia". (F. De Andrè) 12월 9일 MontalePICCOLO TESTAMENTO Questo che a notte balugina |
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